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Il Piano Economico e Finanziario

Photo by Jason Briscoe on Unsplash

Il Piano Economico e Finanziario (PEF) è determinante nei contratti di Partenariato Pubblico Privato per determinare la durata contrattuale.

Il Piano Economico e Finanziario è altresì un argomento “ostico” per la maggior parte delle persone ed è comprensibile solo dai laureati in Economia e Commercio oppure dopo lunghi approfondimenti e per questo motivo che, a nostro avviso, i Partenariati Pubblico Privati e le concessioni non vengono prese in considerazione dai piccoli e medi Enti/ Comuni.

Equilibrio economico e finanziario

Innanzi tutto è necessario precisare che quando si avviano i contratti di Partenariato Pubblico Privato e di concessione l’Amministrazione pubblica si mette in società con i privati.

Questo necessariamente vuol significare che se l’investimento è remunerativo entrambi i soggetti, pubblico e privato avranno benefici altrimenti andranno incontro al fallimento del progetto.

Nella scelta del “partner privato”, la Pubblica Amministrazione deve fare molta attenzione.

In termini economici, in fase di scelta del “partner”, uno degli elementi da prendere in considerazione è l’equilibrio economico e finanziario.

Le legge tenta di descriverlo, ma aldilà di quello che dice il codice contratti e le linee guida ANAC e del MIT, il tutto si riduce ai principi di “Finanza Aziendale” e in sostanza ad una formula.

Codice Contratti

art. 3 let. c. 1 fff) «equilibrio economico e finanziario», la contemporanea presenza delle condizioni di convenienza economica e sostenibilità finanziaria. Per convenienza economica si intende la capacità del progetto di creare valore nell’arco dell’efficacia del contratto e di generare un livello di redditività adeguato per il capitale investito; per sostenibilità finanziaria si intende la capacità del progetto di generare flussi di cassa sufficienti a garantire il rimborso del finanziamento;

art. 180 c.6 . L’equilibrio economico finanziario, come definito all’articolo 3, comma 1, lettera fff), rappresenta il presupposto per la corretta allocazione dei rischi di cui al comma 3. 

Nel contratto di partenariato pubblico privato il trasferimento del rischio in capo all’operatore economico comporta l’allocazione a quest’ultimo, oltre che del rischio di costruzione, anche del rischio di disponibilità o, nei casi di attività redditizia verso l’esterno, del rischio di domanda dei servizi resi, per il periodo di gestione dell’opera.

In buona sostanza… ci dicono veramente poco.

Linee guida n. 9 ANAC

Le linee guida n. 9 ANAC in tema di piano economico e finanziario si limitano a dire tante parole prese dai testi di Fonanza Aziendale e parla in questi termini senza dare però ulteriori dettagli e lasciare gli addetti perplessi.

L’equilibrio economico-finanziario è verificato quando, dato un tasso di congrua remunerazione del capitale investito, il valore attuale netto dei flussi di cassa del progetto (VAN del progetto) è pari a zero.

Anche questo è un approccio semplicistico e vedremo perchè.

Il piano economico e finanziario del privato e del pubblico

Ora, abbiamo capito che tra privato e pubblico nasce una “società” e aldilà del piano economico e finanziario di progetto è necessario capire che entrambi i soci avranno i loro piano economico e finanziario per effetto della distribuzione dei rischi all’interno dell’operazione.

Sia il pubblico che il privato dovranno valutare il Piano Economico e finanziario in relazione ai propri investimenti e le spese addebitate.

Quindi esisteranno in realtà 3 piani economici e finanziari (PEF):

  • PEF di progetto
  • PEF della Pubblica Amministrazione
  • PEF del privato

Valore Attuale Netto (VAN) o Net Present Value (NPV)

Il modo più semplice di calcolare se un investimento è remunerativo e pertanto andrà in attivo è quello di verificare il VAN o NPV (in inglese).

  • Se il VAN risulta positivo allora l’investimento sarà remunerativo.
  • Se il VAN è negativo allora l’investimento fallirà in quanto andrà in perdita.
Valora Attuale Netto (VAN) positivo o negativo

La regola del valore attuale netto afferma che i manager aumentano la ricchezza degli azionisti accettando tutti i progetti che valgono più di quanto costano.  Pertanto, dovrebbero accettare tutti i progetti con un valore attuale netto positivo.

Che cos’è il VAN?

Il valore attuale netto si ottiene sottraendo l’investimento iniziale richiesto dal valore attuale dei flussi di cassa del progetto:

Con:

  • VAN= Valora Attuale Netto
  • Ct = flusso di cassa futuro generato dall’investimento
  • t =periodi, mesi o anni
  • Co = Investimento o esborso iniziale
  • r = tasso di sconto dei pagamenti futuri
  • 1/(1+r)^n= fattore di sconto

Tramite il VAN riusciamo a misurare operativamente il valore generato da un investimento o progetto. Rappresenta una tra le più diffuse metriche di valutazione degli investimenti. In particolare possiamo avere 3 situazioni:

  • VAN > 0: ciò significa che stiamo producendo valore perché il progetto vale più di quello che costa;
  • VAN = 0non produciamo valore, ma contestualmente non lo sprechiamo.
  • VAN < 0: stiamo perdendo valore, in quanto i costi sono maggiori delle spese sostenute.

Calcolo del VAN con Excel

Con Microsoft Excel è possibile calcolare velocemente il VAN con la apposita formula finanziaria deidicata:

VAN (Funzione VAN)

Esempio

esempio di calcolo del VAN con MS EXCEL


Tasso di Rendimento Interno (TIR) – Internal Rate of Return (IRR)

Invece di calcolare il valore attuale netto di un progetto, le aziende spesso preferiscono chiedersi se il rendimento del progetto è superiore o inferiore al costo opportunità del capitale.

Si chiama costo opportunità perché è il ritorno a cui si rinuncia investendo nel progetto.

Che cos’è il TIR?

Il tasso di rendimento del progetto è anche il tasso di sconto che dà al progetto un VAN pari a zero.  I manager di solito si riferiscono a questa cifra come tasso di rendimento interno del progetto (TIR o IRR).

È anche noto come tasso di rendimento del flusso di cassa scontato (DCF).

Per calcolare il tasso interno di rendimento non ci serve conoscerlo: questa tecnica prevede di determinare proprio quel valore di tasso di sconto (r) che rende il valore attuale dei flussi di cassa generati dall’investimento pari alla fuoriuscita iniziale. Ciò significa determinare il valore di r per cui otteniamo un VAN pari a 0.

Questo particolare valore del tasso di sconto viene chiamato tasso interno di rendimento (internal rate of return) o TIR. La formula comunemente usata per il suo calcolo è la seguente:

Con questo metodo per stabilire se l’investimento sia o meno conveniente è necessario confrontare il TIR con il costo opportunità del capitale. Se:

  • Costo opportunità del capitale > TIR -> l’investimento/progetto non risulta conveniente.
  • Costo opportunità del capitale = TIR -> l’investimento/progetto non risulta conveniente.
  • Costo opportunità del capitale < TIR -> l’investimento/progetto risulta conveniente.

Calcolo del TIR con Excel

Ed è possibile con Excel trovare facilmente una soluzione, utilizzando la TIR.COST (funzione TIR.COST), come da immagine successiva:

Calcolo del TIR con MS EXCEL

Quindi calcoliamo il VAN o il TIR?

Ciò suggerisce due regole per decidere se procedere con un progetto di investimento:
1. La regola del VAN.  Investi in qualsiasi progetto che abbia un VAN positivo quando i suoi flussi di cassa sono scontati al costo opportunità del capitale.
2. La regola del tasso di rendimento.  Investi in qualsiasi progetto che offra un tasso di rendimento superiore al costo opportunità del capitale.

La regola del VAN e la regola del tasso di rendimento danno entrambe la stessa decisione sull’accettazione del progetto.

  • Se il costo opportunità del capitale è inferiore al tasso di rendimento del progetto, il VAN del progetto è positivo. 
  • Se il costo opportunità del capitale è maggiore del tasso di rendimento del progetto, il VAN è negativo. 

Quindi la regola del tasso di rendimento e la regola del VAN sono equivalenti.

Calcolo della durata dei contratti

Una volta calcolati i valori del VAN o del TIR, è possibile calcolare la durate dei contratti di partenariato o delle concessioni in abse a quanto previsto dalla legge.

La durata è il tempo necessario per azzerare il VAN.

Questo significa che abbiamo appena finito di recuperare gli investimenti fatti.

Quindi? Avremmo raggiunto l’equilibrio economico ma non avremmo iniziato ancora a guadagnare.

Qui mi sembra che la legge sia un pò superficiale e non contempli esattamente tutti gli aspetti legati agli investimenti che, se anche per il pubblico possano non essere remunerativi in ottica di “vecchia” mentalità, per il privato è assolutamente contro logica.

Libri di testo

Per il calcolo del VAN è il TIr si consiglia questo libro che spiega in maniera chiara il metodo.

Principi di finanza aziendale di Richard A. Brealey, Stewart C. Myers, Franklin Allen

Video illustrativi

Sono presenti in rete numerosi video di docenti illustri che spiegano che cosa è il Valore Attuale Netto come ad esempio il Professore Emilio Tomasini in alcuni interessanti video in cui riporta le lezioni svolte all’università di Bologna spiega in modo chiaro:

Cocnlusioni

Per verificare se il contratto di Partenariato Pubblico Privato o la concessione sono remunerativi e sostenibili dal punto di vista economico e finanziario la legge impone di calcolare il PEF con il metodo del VAN o del TIR e abbiamo visto che entrambi sono equivalenti.

Come abbiamo detto ci sono tre PEF da controllare:

  • progetto
  • privato
  • pubblica amministrazione

Nelle varie casisitche che si possono presentare, potremmo avere anche che :

  • il PEF di progetto e il PEF del privato remunerano
  • il PEF della pubblica amministrazione non remunera

e questo sposterebbe i maggiorni costi nella Pubblica Ammnistrazione facendo guadagnare solo il privato.

Per quanto riguara i Piani Economici e Finanziari è necessario pertanto controllare che tutti e tre i Piani diano remunerativi contemporaneamente:

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